Olha Pisada de Lampião!! (Special dedicace a Dona Stefania)

Grazie magia di internet e dell’informazione a portata di mano; ho fatto amorevolmente, per i miei carissimi e numerosissimi lettori, questa selezione (o dovrei dire: questo copia-incolla) per raccontare in modo superficiale la leggenda di Lampião.

“Tra le figure che hanno grande fama a Bahia vi è quella, quasi leggendaria, del “Cangaceiro Lampião”. La figura del cangaceiro viene conosciuta per la prima volta in Europa grazie ad un famoso film di Lima Barreto “O Cangaceiro”.

Il termine cangaço indica un movimento sociale, le cui motivazioni e cause sono da ricercarsi nelle particolari condizioni socio-politico-economiche in cui si trovava il nordest del Brasile nella seconda metà del XIX secolo. Ebbe personaggi che assunsero un rilievo persino leggendario e che si guadagnarono un certo appoggio da parte della popolazione, che vedeva nei cangaceiros l’unica possibilità di proteggersi dallo strapotere dei grandi latifondisti, i cosiddetti Coroneis (Colonnelli). Queste bande di Coroneis agivano con grande violenza e crudeltà, commettendo anche crimini efferati e particolarmente odiosi per la loro estrema efferatezza. Coloro che venivano colpiti dalla mano violenta del coronelismo, non trovando da parte delle istituzioni alcun appoggio per ottenere giustizia, cominciarono a organizzarsi per contrastare il potere assoluto di questi veri e propri Signori del Nordest, dando vita ad un movimento che avrebbe portato ancora più morte, sofferenza e distruzione in quella regione del Brasile già martoriata dalle siccità periodiche: il Cangaço.

Tra le cinque regioni che compongono il Brasile, quella del Nord-Est, svolge il ruolo del meridione italiano: la più povera, ma con grandi tradizioni culturali e folcloristiche. Il “Nordeste” è a sua volta diviso in due grandi zone, una fascia litoranea e una grande area interna chiamata Sertão. I Cangaçeiros: mezzi banditi, mezzi ribelli che percorrono le immense distese semidesertiche del Sertão vivendo di assalti e dell’occupazione momentanea di piccoli villaggi. Fenomeno sempre esistito ma che ha particolare sviluppo negli anni che vanno dal 1870 al 1940.

Nel 1900, nasce Virgulino Ferreira Da Silva, conosciuto con il soprannome di Lampião. Appellativo che si guadagnerà, dice la leggenda, perché durante uno scontro con la polizia il suo fucile sparava così tanto da fare tanta luce come un lampione. Carattere forte e deciso possedeva tutte le doti necessarie ad esercitare non solo il comando ma anche una forte leadership su chi gli stava vicino e sull’ambiente sertanejo. Fu infatti il cangaceiro che durò di più, diciannove anni di cui diciassette come capo indiscusso.  La leggenda di Lampião, diffusa dai cantastorie e tramandata nella letteratura popolare, è quella di un personaggio che percorre immensi territori rubando, mostrandosi generoso, uccidendo con barbarica ferocia.

La saga si sviluppa nelle sue scorribande, nelle sue fughe dagli accerchiamenti della polizia, nei suoi amori, fino all’incontro con Maria Bonita, la bella compagna che lo seguirà fino alla morte.  Il ruolo delle donne fu importante perché, oltre a fungere da supporto logistico, esse contribuirono a umanizzare il movimento, rappresentando un’istanza dove poter chiedere clemenza, calmare i propri compagni e far sì che questi si comportassero in modo più prudente anche di fronte ai rischi del mestiere. Tra le “cangaceiras” di cui si ha conoscenza le più famose furono Dadá (compagna di Corisco), Inacinha (compagna di Galo), Sebastiana (compagna di Moita Brava), Cila (compagna di José Sereno), Maria (compagna di Labareda), Lídia, (compagna di José Baiano) e Neném (compagna di Luís Pedro). Armate di pistole, erano abbastanza pericolose e non esitavano a farne uso in propria difesa.

La fine di Lampião nella zona montagnosa di Angico, nello Stato del Sergipè è avvolta nel mistero. Era un luogo da lui ben conosciuto, per esservisi rifugiato nel passato, e di accesso molto difficile. È per questo che la versione ufficiale che ne dette la polizia è scarsamente credibile. Non vi fu uno scontro a fuoco ma, più probabilmente, Lampião fu avvelenato da un traditore che consegnò lui, Maria Bonita ed altri nove cangaceiro alla polizia che li stava inseguendo da vent’anni.
Le teste del cangaceiro e delle due donne, furono tagliate e messe sotto spirito. Dopo essere state esposte durante tutto il viaggio finirono a Salvador, qui rimasero per trent’anni nell’“Istituto Medico-Legal Nina Rodrigues” alla vista dei curiosi.
Finalmente un pietoso governatore dette loro sepoltura.”

Tratto dai seguenti siti:

http://www.salvadordebahia.info/article.asp?sez0=9&sez1=13&art=29

http://it.wikipedia.org/wiki/Canga%C3%A7o

Mandingueiro Mandingueiro!!

Mandingueiro Mandingueiro
Onde esta mandingueiro
Mandingueiro Mandingueiro
Onde esta mandingueiro
Mandingueiro Mandingueiro
Me chama mandingueiro
Mandingueiro Mandingueiro
Cadê mandingueiro
Mandingueiro Mandingueiro
Mandinga mandinga
Mandingueiro Mandingueiro
cadê sua mandinga
Mandingueiro Mandingueiro
cadê vem pra aça
Mandingueiro Mandingueiro
deixe mandinga rolar
Mandingueiro Mandingueiro
deixe mandinga jogar
Mandingueiro Mandingueiro
cadê mandingueiro
Mandingueiro Mandingueiro
me chama mandingueiro
Mandingueiro Mandingueiro
vem pra aça mandinga
Mandingueiro Mandingueiro

Quando eu aqui cheguei – Mestre João Pequeno

êêê

Quando eu aqui cheguei (bis)
A todos eu vim louvar
Vim louvar a Deus primeiro
E os moradores deste lugar

Agora eu to cantando
Cantando dando louvor
To louvando a Jesus Cristo (bis)
Porque nos abençoou

To louvando e tô rogando
Ao pai que nos criou
Abançoe essa cidade (bis)
Com todos seus moradores
E na roda de capoeira
Abençoe os jogadores

Camaradinho!

“viver na sociedade”…

Grasetto: Mestre Pastinha

Corsivo: commenti di Decanio

“E a capoeira está procurando entrar, e viver na sociedade, o capoeirista de hoje para o futuro é respeitadôr e decente, as duvidas se esvahem da mente dos capoeiras, aprendendo a ninhá-se <agrupar-se, reunir-se; apoiar-se; confiar> nas Vontade e na esperança de Crer!”…

A capoeira assumiu sua cidadania, o penetrou em todas as camadas sociais, sem perder sua autenticidade ontem proscrita, hoje esporte nacional, parte integrante de nossa cultura, orgulho do nosso povo, instrumento de educação, retempera o caráter, recupera a saúde física mental e moral!

tratto da A Herança de Pastinha di Angelo A. Decanio Filho, p49.

TRADUZIONE

“La capoeira cerca ad entrare e vivere nella società, d’ora in poi, il capoeirista è rispettuoso e discreto, i dubbi spariscono dalla mente dei capoeiristi, imparando a unirsi nella volontà e nella speranza di credere!”

La capoeira ha raggiunto la sua cittadinanza, è entrata in tutti i livelli della società, senza perdere la sua autenticità ieri proscritta, oggi è sport nazionale, parte integrante della nostra cultura, orgoglio del popolo, strumento di educazione, tempera il carattere, migliora la salute fisica, mentale e morale!

La capoeira contro l’egoismo – Brano tratto da “A Herança de Pastinha” di Angelo A. Decanio Filho

  • Prima parte: Brano tratto da A Herança de Pastinha di Angelo A. Decanio Filho
  • Seconda parte: Traduzione
  • grassetto: scritti di Pastinha
  • normale: interpretazione di Decanio

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1.4.5 – …”a pratica desta siencia”…

 ” X é a pratica desta siencia, meus camaradas, vos mesmo não sabes o que tens em se, se é seu, a naturesa ti deu, procure aperfeisoa-lo, confiem em se, ame o seu esporte, e não (aoogoisl=) ao o egoista, e verifique a verdade, é uma luta infinita, em resumo, a difinição geral e abstrata que caracterisa cada existencia, e cada ser.”

Como todo mestre confiante em si mesmo pelo Axé da capoeira, Pastinha acentua o enorme potencial interior do ser humano realçando a obrigação aperfeiçoá-lo e  desenvolvê-la a cada dia enquanto propõe o amor à prática esportiva e o abandono do egoísmo incompatíveis com a mútua cooperação e compreensão, indispensáveis à parceria do jogo de capoeira. A dificuldade deste procedimento vem exposta numa frase de difícil apreensão aparentemente exdrúxula…

 A verdade é uma luta infinita, definição geral e abstrata <ideal, sonho, objetivo> que caracteriza cada existência <corpo vivo> e cada ser <corpo, alma e espírito>. A vida é uma luta constante pelo aperfeiçoamento espiritual o ideal de cada ser!

1.4.6 – …”puro egoismo”…

“A luta provida pelo puro egoismo, é como < vista> a luz da razão; é violenta, feroz e brutal.”

A luta movida pelo egoísmo é, vista à luz da razão, violenta, feroz, brutal, puramente animal, sem os requintes humanos… civilização… educação… cultura!

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TRADUZIONE (La mia traduzione è inevitabilmente un’interpretazione dell’interpretazione di Decanio)

 1.4.5 – … La pratica di questa scienza”….

 (Non mi sono lanciata nella traduzione diretta del pensiero di Mestre Pastinha ma solo della sua interpretazione)

 Come tutti i maestri che credono in loro stessi grazie all’axé (energia) della capoeira, Pastinha insiste sull’enorme potenziale interiore dell’essere umano sottilineando la necessità di perfezionarlo e svilupparlo nel quotidiano, in quanto propone l’amore della pratica sportiva e l’abandonno dell’egoismo,  che non è compatibile con la cooperazione e la comprensione reciproca, qualità indispensabili alla complicità  tra i due compagni nel gioco di capoeira. 

… “La verità è una lotta infinita (…), definizione generale e astratta (= ideale, sogno, obiettivo) che caratterizza ogni esistenza (=corpo vivo) e ogni essere.” (=corpo, anima e spirito). La vita è una lotta costante per il perfezionamento spirituale, ideale di ogni essere!

 1.4.6 – … “Puro egoismo”…

La lutta ispirata al puro egoismo è (vista alla luce della ragione) violenta, feroce, brutale, puramente animale, senza le raffinatezze umane, della civilizzazione, dell’educazione, della cultura!

Per l’opera completa: http://portalcapoeira.com/Downloads/View-document-details/24-A-Heranca-de-Mestre-Pastinha


citazioni per riflessioni…

Ecco qualche citazione interessante per cominciare _o continuare_ la propria riflessione sulla capoeira…

- “Angola, Capoeira, Mãe! Mandinga de escravo em ânsia de liberdade; seu princípio não tem método e seu fim é inconcebível ao mais sábio dos capoeiristas.” Mestre Vicente Ferreira Pastinha

“Angola, Capoeira, Madre! Mandinga dello schiavo in ansia di libertà; il suo principio non ha metodo e il suo fine è inconcepibile al più dotto capoeirista.” Mestre Vicente Ferreira Pastinha

 

- “ Na capoeira, não são adversários, são ‘camaradas’. Não lutam, fingem lutar. Procuram – genialmente – dar a visão artística de um combate. Acima do espírito de competição, há neles um sentido de beleza. O capoeira é um artista e um atleta, um jogador e um poeta.” Dias Gomes

“Nella capoeira non sono avversari ma compagni. Non lottano, fingono di lottare. Cercano – genialmente – di dare una visione artistica di un combattimento. Al di sopra dello spirito di competizione, c’è in loro un senso di bellezza.  Il capoeirista è un artista e un atleta, un giocatore e un poeta.” Dias Gomes

 

- “Capoeira!
Amor, maldade, luta e disfarce;
Mandinga, malicia e malandragem;
Calma, violência, lealdade e falsidade;
Ritual, musica e criatividade;
Fé, segurança, harmonia e agilidade;
Historia, filosofia e liberdade;
Poesia, folclore, coreografia e arte.”
José Luiz Oliveira Cruz

“Capoeira!
Amore, brutalità, lotta e mascheramento;
Furbizia, acutezza e inganno;
Calma, violenza, lealtà e falsità;
Rituale, musica e creatività;
Fede, sicurezza, armonia e agilità;
Storia, filosofia e libertà;
Poesia, folklore, coreografia e arte.”
José Luiz Oliveira Cruz

Eu já canto há muitos anos (DP)

êêê


Eu já canto há muitos anos bis
Não vou em toda função
Arranco ponta de touro, o meu bem
Com essa fúria de leão
Nunca terei ciência, o meu bem
Que é prá mim sem prestação

O diabo respondeu
Você hoje fica sabendo
O peso de um cantadô
A me dever obediência
Conhecer O meu valor

Quando me vê de outra vez
Me chama de professô, a há há
Me diga de onde veio
Me diga prá onde vai
Se é casado ou solteiro
Que trabalho você faz

O diabo respondeu
Eu não tenho superior
Sou filho da liberdade
Eu não conto minha vida, o meu bem
Pois não há necessidade
Eu não sou foragido
Nem você minha autoridade

Camaradinho!